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16 ottobre 2015

egoismo

come il rosso di distingue dal bianco, così il ricco si distingue dal povero e quindi vi sarà sempre dell'egoismo.







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28 ottobre 2013

"..il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov’essi sono arrivati e vi stanno comodi".

   Queste primarie hanno visto vari attori che, essendo gente riconducibile ad ogni categoria, hanno "qualche cosa al sole": c’è la serva del curato la quale, nei piccoli paesi, riveste una certa importanza, c’è il ceto contadinesco, furbo e buontempone, ci sono vari pretendenti carichi di infantile vivacità, c’è il signorotto prepotente e vizioso......... E’ stato uno spettacolo pietoso frutto di un atteggiamento (soprattutto della maggioranza uscente) tipico degli oppressori per cui: "..il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov’essi sono arrivati e vi stanno comodi".




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22 agosto 2013

Partì

L’uomo che si ribella davanti ai fatti, che grida di fronte allo scandalo…e non accetta i precetti dell’ordine costituito, cosa farà???. 

“……partì come un fuggitivo, come (ci sia un po’ lecito di sollevare i nostri personaggi con qualche illustre paragone), come Catilina da Roma, sbuffando, e giurando di tornar ben presto, in altra comparsa, a far le sue vendette”. I Promessi Sposi – cap XXV



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29 marzo 2013

Il "voto di non-coscienza" sulla fiducia

L'attuale fase della vita economica e sociale della nostra nazione impone una, seppur sommaria, riflessione. Di fronte ad una crisi della rappresentanza politica ciascun membro delle camere ha il dovere di provare a trovare un punto di composizione e di equilibrio perché non sono in gioco i diritti ditti bioetici (vedi "caso Englaro" e "caso Welby" o procreazione assistita, aborto ecc) dove, di fronte ad eventuali "questioni di coscienza" è concepibile una c.d. libertà di voto. Alcuni studiosi sostengono che "bisogna fermare le palle di neve quando cominciano a rotolare."; ma se si vuole provare a realizzare alcuni punti della politica economica del M5S (imposta patrimoniale, rinegoziazione del debito pubblico, una politica industriale attraverso uno statalismo in alcuni settori, microcredito per le piccole imprese, reddito di cittadinanza) è opportuno essere convinti che ciascun eletto opti per una coraggiosa e precisa assunzione di responsabilità , perché ci troviamo di fronte a situazioni diverse da quelle relative al "voto di coscienza"




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5 marzo 2013

il successore di Pietro

Dal Salmo 141 (142) “Sei tu il mio rifugio”:
(……………….)
Tu conosci la mia via:
nel sentiero dove cammino
mi hanno teso un laccio.

Guarda a destra e vedi:
nessuno mi riconosce.
Non c'è per me via di scampo,
nessuno ha cura della mia vita.
...
Io grido a te, Signore!
Dico: “Sei tu il mio rifugio,
sei tu la mia eredità nella terra dei viventi”.
(………….)

Rimettiamoci ai “disegni di Dio”,……un cardinale honduregno andrà in San Pietro?


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7 dicembre 2012

Spot

Il Cardinale Carlo Maria Martini asseriva: “lo spot pubblicitario è per sua natura seducente e non foriero di verità perché è legato alla logica dell’efficacia”. Ciò solleva un dubbio generalizzato: quando possiamo accertare la verità delle informazioni conoscitive?




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31 luglio 2012

Il brulichio delle api davanti a un cesto di fiori

L’idea che si può ottenere ogni cosa “senza sacrifici e senza merito” è quella che sembra aleggiare nella vita sociale italiana degli ultimi dieci anni. C’è una similitudine poetica nel cap. X de “I Promessi Sposi” dove il Manzoni parla: del fiore appena sbocciato, pronto a concedere le sue fragranze alla prima aria che gli aliti d’intorno”.

 

 




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10 aprile 2012

Evoluzione del debito pubblico

Negli ultimi anni la tematica del debito pubblico italiano è al centro di discussioni e dibattiti in tutti gli ambiti politico-istituzionali e sulla stampa. Senza voler entrare nel merito delle possibili soluzioni per l’abbattimento dello stesso (vendita del patrimonio pubblico, imposta straordinaria sui grandi patrimoni, riforma delle pensioni, sottoscrizione forzosa di titoli del debito pubblico, etc.) si vuole, in questa sede, spiegare le categorie fondamentali e la dinamica della finanza pubblica.
Il debito pubblico è un concetto di stock e rappresenta la somma dei vari disavanzi accumulati negli anni dallo Stato.
Invece il disavanzo pubblico o deficit dello Stato è un avanzo negativo, cioè un eccesso delle uscite sulle entrate in un determinato anno. Per semplicità indicando con T le entrate, con G la spesa pubblica per beni e servizi e con TR i trasferimenti (cioè i passaggi di denaro dallo Stato ai cittadini), avremo che la condizione di pareggio di bilancio si ha quando le entrate sono uguali alle uscite, e cioè quando viene rispettata la seguente eguaglianza: G + TR = T. E’ evidente che uno squilibrio si crea allorché non venga rispettata la predetta eguaglianza.
Il disavanzo primario (o saldo primario negativo) è il disavanzo totale al netto della spesa per interessi. Infatti il disavanzo pubblico normalmente è finanziato con emissione di titoli di stato e la spesa per la remunerazione degli interessi genera altro debito. Concentrarsi sul saldo primario (positivo o negativo) significa analizzare più propriamente le scelte del governo in carica in quanto non viene considerata la spesa per interessi. Questo indicatore, dunque, è un una grandezza utile per giudicare i risultati della politica di bilancio, ovvero i meriti ed i demeriti, dei governanti in un dato periodo.
Con il Trattato di Maastrich del 7 febbraio 1992, entrato in vigore il 1° novembre 1993, è stato stabilito che le economie dei Paesi firmatari siano rese sufficientemente omogenee, valutate sulla base di un complesso di parametri, chiamati tecnicamente criteri di convergenza. Gli obiettivi prefissati nel trattato rappresentano, dunque, un percorso forzato per ogni Paese dell’Unione Europea, il quale è obbligato a completare o avviare un ineludibile processo di risanamento dei conti pubblici per rientrare nei criteri di convergenza. Tra i parametri in grado di valutare lo stato di salute di una economia nazionale i più significativi sono due:

1. il rapporto tra deficit di bilancio pubblico e il prodotto interno lordo (PIL), che non deve superare il 3%;
2. il rapporto fra il debito pubblico e il prodotto interno lordo (PIL), che non deve essere superiore al 60%. Questo parametro è derogabile, nel senso che è importante l’andamento tendenziale sulla via del risanamento1.

Detto ciò, gli elementi che determinano la dinamica del rapporto tra debito pubblico/PIL sono il saldo primario positivo/negativo, la spesa per interessi e la crescita economica.
Nel momento in cui uno Stato spende velocemente, con il prelievo fiscale che cresce lentamente, se i conti pubblici prima del pagamento degli interessi (il saldo primario) sono in pareggio, allora grazie alle minori entrate, vanno in passivo, cioè si forma un disavanzo primario. Poiché il disavanzo, se non è finanziato con moneta cartacea2, è finanziato con l’emissione di obbligazioni del debito pubblico, ecco che negli anni successivi occorrerà considerare la spesa per interessi: il debito pubblico cresce anche per effetto dell’onere da interessi3.
L’altro elemento da considerare è il tasso di crescita del PIL, se l’economia nazionale cresce le entrate fiscali migliorano. E se le spese non aumentano allora una parte dell’avanzo primario servirà per rimborsare i titoli del debito pubblico in scadenza e l’anno successivo il debito sarà inferiore. In Italia la crescita economica (il PIL) dal 2009 è molto bassa4 e ciò ha portato ad un incremento del rapporto debito/PIL il quale alla fine del 2010 risulta essere pari al 118,4%: il livello più alto d’Europa dopo la Grecia, ma con un valore assoluto molto più elevato, lontano dal 2° parametro di Maastrich che fissa il livello del debito pari al 60% del PIL.
Una politica di rientro del debito pubblico è cruciale in quanto l’Italia, nonostante presenti un deficit di bilancio tra i più contenuti della UE, appare tra le più esposte alla speculazione finanziaria anche rispetto ad una economia come il Giappone che presenta una rapporto debito pubblico/PIL intorno al 200%.5 Tutto ciò pone il c.d. problema della “sostenibilità del debito pubblico”. Secondo i principi enunciati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) un debito pubblico è sostenibile se soddisfa la seguente condizione: se il valore attuale degli avanzi primari attesi è uguale allo stock del debito. Ma non esiste alcuna linea direttrice certa per la valutazione della sostenibilità del debito pubblico; anzi a volte è sufficiente la credibilità che i mercati finanziari hanno nelle istituzioni e nelle scelte di politica economica adottate dai governi. Indubbiamente una politica di bilancio rigorosa incentrata sull'effetto combinato di un avanzo primario positivo e di una minore spesa per interessi porta ad una riduzione del debito pubblico sempre più veloce, sempreché parte del risparmio derivante dalla minor spesa per interessi non venga utilizzata per altre spese, in tal caso la discesa del debito sarebbe più lenta6. Ovviamente una siffatta strategia di bilancio deve essere accompagnata da una ripresa dell’attività produttiva che porta ad un aumento delle entrate erariali.
Nel grafico e nella tabella successivi si mostra l’andamento del debito pubblico italiano negli ultimi anni; si può notare che da dal 1999 vi è un andamento ad U, in particolare nel periodo 1999 fino al 2007 il rapporto presenta una traiettoria discendente per poi invertire la tendenza.



*****************
 

[1] Un documento ufficiale del 2010 della Commissione europea recepisce un accordo politico tra governi e prevede che un livello del rapporto debito pubblico/PIL superiore al 60% sia accettabile se esso si è ridotto nei tre anni precedenti ad un tasso annuo medio dell’ordine del 5%. E’ vero anche che le regole di Maastrich e la loro evoluzione nel Patto di stabilità e crescita, sembrano avere una applicazione differente a seconda di chi le violi, ovvero, in passato la Commissione europea non ha mai applicato sanzioni nei confronti di quei Paesi membri che presentavano “disavanzi eccessivi”.

[2] La pratica del ricorso alla emissione di nuova moneta legale per finanziare gli scoperti di bilancio è da considerarsi un mezzo eccezionale per i suoi noti effetti inflazionistici.

[3] L’incremento di punti percentuali dei tassi di interesse si traduce in miliardi di euro che lo Stato deve pagare in più all’anno. Ciò costringe lo Stato necessariamente ad indebitarsi ulteriormente per poter fronteggiare i maggiori oneri. Per questo si afferma che il volume del debito pubblico influenza l’onere del debito, ma questo, a sua volta determina un “effetto ampliativo sul volume del debito”.

[4] Anche se fino al terzo trimestre dell’anno 2011 l’Italia ha avuto bassi tassi di interesse per la remunerazione del debito pubblico, tutto ciò è stato vanificato da una crescita economica molto limitata: secondo il rapporto ISTAT nel decennio 2001-2010 l’Italia ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i paesi dell’Unione europea con un tasso medio annuo di appena lo 0,2 per cento contro l’1,3 registrato dall’Ue e l’1,1 dell’Uem.

[5] Il Giappone è meno esposto alle turbolenze finanziarie e alla conseguente variazione dei tassi verso l’alto perché, a differenza dell’Italia, in larga parte il debito pubblico è detenuto da investitori domestici. Infatti l’immutata propensione degli investitori e la loro preferenza per i titoli di Stato nipponici concorrono ad assicurare al paese un finanziamento del debito e dei tassi di interesse bassi e assai inferiori a quelli pagati dall’Italia.

[6] L’altra faccia della medaglia è che una politica di soli tagli limita fortemente l’utilizzo di risorse per rilanciare la politica industriale del Paese e per rafforzare gli strumenti del Welfare.

articolp pubblicato su http://economia.tesionline.it/economia/article.jsp?id=23292

 


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22 novembre 2011

la nuova geometria politica

Non si può dire, come qualcuno fa, che il nostro Parlamento sia imputridito, ma logoro e debole lo è; non ha più forza d’impulso, è impotente; lo dimostrano le sue sterili polemiche. Nel solenne vaneggiamento delle esternazioni di alcuni di essi c’è della senilità…..Il popolo attende un rinnovamento, e questo rinnovamento non può venire dall’individualismo, da logiche meramente utilitaristiche, da una “riedificazione del vecchio” con i materiali di prima e quasi sulle stesse fondamenta. Il punto in cui ci troviamo potrebbe sfociare in un “feudalismo finanziario” senza freni e senza cuore. Né l’idealismo né l’ottimismo sono i consiglieri delle nuove generazioni, tutto deve essere fatto per gradi, per sviluppi successivi, nessuno crede che per trasfigurare la Seconda Repubblica italiana sia sufficiente qualche buona legge, ma la nuova geometria politica deve trovare il suo germoglio nella Costituzione: nel principio di solidarietà (rectius della progressività delle imposte), nel principio della legalità, nel principio dell’uguaglianza, nel principio del personalismo……

 




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9 novembre 2011

IL CRITERIO

Durante gli eventi di questi ultimi giorni in cui è in gioco il destino del premier Berlusconi e in questo clima di attesa e di forti (e contrastanti) emozioni in tutti gli italiani, ho letto un monito di un grande sacerdote e filosofo spagnolo, J. Balmes, estratto da “Il CRITERIO”. Qui riporto un piccolo passo: “.(…). Guardatelo: la sua fronte altezzosa par minacciare il cielo; il suo sguardo imperioso esige sottomissione e rispetto; sulle sue labbra affiora il disprezzo per quanto lo circonda; in tutta la sua fisionomia scorgerete che trabocca la compiacenza di se stesso; l’affettazione dei gesti e dei modi vi presenta un uomo pieno di sé, che procede con eccessivo sussiego quasi temesse dare qualcosa di suo. Prende la parola? Rassegnatevi a tacere. Rispondete? Non ascosta la vostra risposta e prosegue il suo cammino.”.

 




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22 settembre 2011

Il ruscello sempre limpido

…..la vita di alcune persone è limpida fino alla fine; la vita di altre persone si va sempre più intorbidandosi fino al “delitto” e la vita di altri  dalle “nefandezze” ritorna al bene primitivo. Infatti il Manzoni nei Promessi Sposi paragonava ciò ad un ruscello: “la sua vita è come un ruscello che, scaturito limpido dalla roccia, senza ristagnarsi né intorbidirsi mai in un lungo corso per diversi terreni va, limpido a gettarsi nel fiume”.




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26 luglio 2011

assenze per malattia - aggiornamento

 

L’art. 16, comma 9, della Legge 111/2011 (manovra finanziaria correttiva) ha inserito alcune modifiche relative alle modalità concernenti le visite fiscali in caso di malattia dei dipendenti pubblici.  Ogni qualvolta si presenti un’assenza per malattia, la possibilità di “mandare” la visita fiscale dovrà essere valutata tenendo conto sia della condotta del lavoratore, ovvero della sua propensione ad essere spesso assente per malattia e sia del costo della visita fiscale compatibilmente con i vincoli di bilancio ed i benefici raggiungibili in termini di controllo dell’assenteismo. Inoltre la norma chiarisce anche che: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione”.  Data l’ampiezza della norma occorreranno regolamentazioni interne fissate dalle pubbliche amministrazioni.




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20 luglio 2011

vertigine

Sant’Ignazio di Loiola affermava che: “..il cattivo facilmente sospetta degli altri, come chi è preso da vertigine, crede che tutto si muove, e non avverte che ciò dipende dalla sua vertigine”.




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14 aprile 2011

L’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria

Pubblicato  http://www.avcp.it/portal/public/classic/Comunicazione/ConsultazioniOnLine/_consultazioni?id=987663360a7780a5004a8c3e032e7b37 il documento di consultazione dell'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture relativo alle “Problematiche relative all’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria mediante procedura negoziata”. 

 


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12 aprile 2011

Programmazione triennale del fabbisogno di personale

Pubblicata la nota circolare di aggiornamento. Interessanti le puntualizzazioni fatti in merito alle graduatorie relative ai concorsi pubblici a tempo indeterminato. 

http://www.innovazionepa.gov.it/media/635625/nota%20circolare%2011786%2022feb2011.pdf




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7 aprile 2011

....indigniamoci

Commento alla nota della Prof. Carla Bassu su http://www.ilricostituente.it/2011/04/06/06-04-2011-indigniamoci/

 
Una “lezione di dignità” simmetrica ad un esempio di stoltezza! Il nostro Parlamento, o meglio, una parte di esso è colpevole di aver chiuso gli occhi, di aver tollerato questo comportamento esecrabile; e quando nella coscienza di ciascun onorevole non vi è  una forza morale  abbastanza potente per contenere e reprimere questi atteggiamenti, essi l’assaliranno e la divoreranno immancabilmente.

 




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16 marzo 2011

I Decreti come le palle di fucile senza colpo

Leggendo l’articolo su Il CLANDESTINO-WEB (http://www.clandestinoweb.com/editoriale/18707-il-mostro-di-tremonti.html)    a proprosito dei buoni propositi di Tremonti, mi ritorna alla memoria un’opinione del Manzoni (cap. XXXVII) sui Decreti inefficaci:“…che i decreti, tanto generali quanto speciali, contro le persone, se non c'era qualche animosità privata e potente che li tenesse vivi, e li facesse valere, rimanevano spesso senza effetto, quando non l'avessero avuto sul primo momento; come palle di schioppo, che, se non fanno colpo, restano in terra, dove non dànno fastidio a nessuno”.   Poi voglio fare una considerazione su quel famoso enunciato secondo il quale: “con la cultura non si mangia”; io voglio che i miei figli abbiano un alto grado di istruzione per affrontare nel modo più efficace il mondo del lavoro e per saper conoscere le “verità su verità” e coglierne di esse il più intimo significato….. Non voglio essere il papà di due rimbambiti!!


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18 febbraio 2011

L'arazzo del Risorgimento

L'UNITA' D'ITALIA o meglio l'arazzo del Risorgimento è davvero il risultato di una forza provvidenziale che va oltre le trame mazziniane e oltre le orditure diplomatiche del Cavour.


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15 dicembre 2010

lo specchio incantato

A volte la mente è simile a uno “specchio incantato” che riflette distorto i raggi delle cose. A volte le azioni degli uomini sono come le “favole” e trovano il piacere degli uomini perché rappresentano la realtà come la si vorrebbe che fosse e non quale effettivamente è.

 




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15 dicembre 2010

[14-12-2010] Barcolla ma non molla. Berlusconi e la fiducia inutile

Rispondo con le paroli del Manzoni: "Per quel suo eroico star duro contro ogni ragionamento in contrario". Cap. XIII - I PROMESSI SPOSI -

http://www.ilricostituente.it/2010/12/14/14-12-2010-barcolla-ma-non-molla-berlusconi-e-la-fiducia-inutile/

[14-12-2010] Barcolla ma non molla. Berlusconi e la fiducia inutile

di Carla Bassu, docente di Diritto pubblico, Università di Sassari

162 a 135 al Senato, 314 a 311 alla Camera: i voti non si interpretano, si contano e la verità dei numeri mostra il cavaliere Berlusconi ancora in sella al suo Governo.

Non sempre però la supremazia numerica corrisponde a un successo effettivo: quella che per il Presidente del Consiglio è una  vittoria si rivela invece una sconfitta amara per un Paese che si trova – un’ennesima volta – di fronte a uno scenario di grave ingovernabilità.

Oggi il Governo ha ribadito la forza di un potere contrattuale capace di attirare a sé parlamentari recalcitranti, persuasi a confermare la fiducia sulla base di ragioni che poco o nulla hanno a che fare con l’indirizzo politico determinato dall’esecutivo. Le colombe di Futuro e Libertà, protagoniste pentite di una migrazione intempestiva e improvvida, sono ricondotte a dimora da forze misteriose e il loro ravvedimento – espresso per appello nominale – è  accolto tra gli applausi come il ritorno del figliol prodigo tra le braccia di un padre indulgente e generoso.

Di fronte alla ineluttabile regola della maggioranza nulla possono le accuse di corruzione, mercimonio e svilimento delle istituzioni, ma ciò che il divieto di mandato imperativo rende legittimo alla luce del diritto penale non passa il vaglio di uno scrutinio morale.

Nessuno crede alle ragioni di amor di patria e coscienza addotte a giustificazione del cambio di casacca dai transfughi che, allo scadere del quarto d’ora di celebrità, torneranno nell’affollato dimenticatoio dei peones parlamentari. Ma neppure si può fingere stupore di fronte a un fenomeno che – per quanto scandaloso – non è nuovo alle dinamiche del nostro ordinamento.

La realtà da cui non si può prescindere è che sotto l’occhio impietoso delle telecamere, il Parlamento oggi ci ha resi testimoni di uno spettacolo indecoroso e indegno di una democrazia matura. Gli interessi di alcuni hanno prevalso sul bene comune e i tafferugli, gli sberleffi, le maleparole che ancora una volta hanno condito i lavori dell’aula esprimono significativamente la mancata percezione della dignità di un ruolo istituzionale umiliato dall’arroganza del potere.

Resta la responsabilità politica, il contraltare del divieto di mandato imperativo, l’arma che ogni elettore può imbracciare per far valere il proprio diritto di scelta e la propria fetta di sovranità. Peccato che l’attuale legge elettorale riservi alla leadership dei partiti la compilazione di liste bloccate di candidati, escludendo la possibilità per i votanti di far valere a pieno la propria volontà e  impedendo così di punire chi ha tradito il mandato elettorale. È una legge che dovrebbe essere modificata prima di tornare a votare, ma il governo non è sostenuto da una maggioranza sufficiente ad approvare una riforma.

Berlusconi ha vinto, ma come farà a governare?


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9 dicembre 2010

Esiste una "giusta" guerra

 

Così scriveva Guicciardini: “Erra chi crede che la vittoria delle imprese consista nello essere giuste o ingiuste, perché tuttodí si vede el contrario, che non la ragione, ma la prudenzia, le forze e la buona fortuna danno vinte le imprese. È ben vero, che in chi ha ragione nasce una certa confidenza, fondata in sulla opinione che Dio dia vittoria alle imprese giuste, la quale fa gli uomini arditi e ostinati, dalle quali due condizione nascono talvolta le vittorie. Cosí l'avere la causa giusta può per indiretto giovare, ma è falso che lo faccia direttamente.”
 


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18 novembre 2010

Gli italiani che sanno vincere e perdere con onore

Al Presidente della Ferrari Montezemolo che ha scritto una nota a Repubblica dopo le polemiche sulla sconfitta di Abu Dhabi anche pubblicata su

http://www.italiafutura.it/dettaglio/111047/gli_italiani_che_sanno_vincere_e_perdere_con_onore

commento con le parole del Manzoni riportate nei Promessi Sposi - Cap. XXXII - : "...è storia dello spirito umano, e dà occasione d'osservare quanto una serie ordinata e ragionata di idee possa essere scompigliata da un'altra serie di idee, che ci si getti di traverso".

 


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8 novembre 2010

Fini come Federico il Grande

Il discorso di Perugia paragona FINI a FEDERICO IL GRANDE il quale nella guerra dei sette anni non sarebbe mai riuscito ad abbattere la monarchia austriaca se non avesse adottato una strategia all’insegna di una saggia economia delle forze. L’associazione di FINI al grande re nella conduzione di una guerra, certamente decisa e persino temeraria quando le circostanze lo richiedevano, può essere spiegata con le parole di CLAUSEWITZ di una strategia di guerra: “che si muove sempre in equilibrio, che aumenta sorprendentemente nel momento di grande difficoltà e nel momento successivo ritorna tranquilla in un moto oscillatorio per adeguarsi al gioco dei movimenti più sottili.”.

 




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4 novembre 2010

frate Cristoforo e la belva

 

I festini a luci rosse in cui sembrano esser coinvolti personaggi pubblici che appartengono alla categoria della politica, del giornalismo e dello spettacolo e dove, pare vi sia la partecipazione anche di minorenni fa pensare alle “prepotenze del signorotto Don Rodrigo”. Allora c’era Frate Cristoforo che, con la sua generosa ribellione alla iniquità, decise lui di “affrontare la belva nel suo covo” a garantire che “Lucia era sicura da lui”. Oggi nell’anno del Signore 2010 dov’è il buon pastore?
 


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29 ottobre 2010

I capponi di Renzo

La triste vicenda di Sarah Scalzi e lo scambio di accuse tra lo zio Michele e la figlia Sabrina fa venir in mente le beccate degli sventurati capponi di Renzo. Il grande scrittore così descriveva lo stato di quelle bestie: “Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’ingiù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavano a tumulto, per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l'alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”.

L’insegnamento del Manzoni era questo: nella sventura, accade anche fra gli uomini che si fanno del male l’uno a l’altro.


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13 ottobre 2010

il bene e il male

Tulle le filosofie sonbo concordi che l'umanità tende al BENE. Alla domanda "qual'è il bene più grande?" il filoso risponde "la ragione",il porco risponde "le ghiande!", il cristiano "il bene sommo è Dio e la sua beatitudine". Certamente si può dire che il MALE è tutto ciò che ci turba. Basta però una legge che dichiari necessario il MALE, far penetrare nella coscienza l'idea che uccidere è un bene, che rubare è un'azione irrilevante, per avere subito un capovolgimento dei valori nelle coscienze. Quando Hitler bandiva lo sterminio della razza ebraico come necessario alla salvezza del popolo eletto, ad esempio, si andava maturando nella coscienza di un intero popolo una nuova etica accetta in buona fede e senza particolari rimorsi.....


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4 ottobre 2010

Mantener moglie......

 

Il dissidio tra Berlusconi e Fini porta alla memoria il lamento di quel villano che aveva preso moglie e poi non poteva mantenerla. Gaspare Gozzi che raccontava la storiella diceva che quello stolido dal dì che s'avea messa la sposa a lato, "l'aver per due scodelle a provvedere l'avea quasi del cervello cavato" , e finisce la novella col dirci la risoluzione di quel pover'uomo, che fu di bastonare la moglie.


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28 settembre 2010

L'avvocato consigliere

L'avvocato,........ non quello di sempre.........Gianni per intenderci... E' sempre presente nella dinamica delle relazioni e rapporti politici....Si parlava di Previti, di Biondi, di Pecorella per finir a Ghedini.

Manzoni scriveva:"D'ogni intrigo si può uscir, ma ci vuole un uomo". L'uomo allora era identificato con l'avvocato Azzeca-garbugli....ma oggi siam certi che l'avvocato-falco sbrigli la matassa?

 


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28 settembre 2010

La buona creanza anche coi santi

State zitta, -replicò don Abbondio: - credete voi che ai Santi si possa dire, senza riguardo, tutto ciò che passa per la mente?

 


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16 settembre 2010

La scuola e il profeta

Si sa che l’uomo è un “animale sociale”, ma se si vuole una società tollerante e giusta allora occorre preparare i suoi componenti. In altri termini se si vuole che l’uomo ritrovi se stesso, che “sappia vivere” nella società, allora occorre sempre di più far leva sulla scuola che è la vera “palestra” attraverso cui si mette l’individuo in condizione egregie per la vita. E’ la scuola che deve saper insegnare all’uomo di saper mettersi “di fronte a se stesso”, in modo che sappia essere giudice in casa propria, prima di eleggersi a tale in casa altrui. In una parola, la scuola deve far capire l’operar bene, o fare bene agli altri non è spirito di carità, ma necessità di vita; inoltre la scuola deve saper comunicare il principio che il diritto all’”affermazione reale” non ci viene dal rango, seppur nobile, della professione, ma dal maggior grado di onestà e rettitudine senza elevarsi a “profeta” che “costruisce sulla sabbia”.


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