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POLITICA
29 marzo 2013
Il "voto di non-coscienza" sulla fiducia

L'attuale fase della vita economica e sociale della nostra nazione impone una, seppur sommaria, riflessione. Di fronte ad una crisi della rappresentanza politica ciascun membro delle camere ha il dovere di provare a trovare un punto di composizione e di equilibrio perché non sono in gioco i diritti ditti bioetici (vedi "caso Englaro" e "caso Welby" o procreazione assistita, aborto ecc) dove, di fronte ad eventuali "questioni di coscienza" è concepibile una c.d. libertà di voto. Alcuni studiosi sostengono che "bisogna fermare le palle di neve quando cominciano a rotolare."; ma se si vuole provare a realizzare alcuni punti della politica economica del M5S (imposta patrimoniale, rinegoziazione del debito pubblico, una politica industriale attraverso uno statalismo in alcuni settori, microcredito per le piccole imprese, reddito di cittadinanza) è opportuno essere convinti che ciascun eletto opti per una coraggiosa e precisa assunzione di responsabilità , perché ci troviamo di fronte a situazioni diverse da quelle relative al "voto di coscienza"




permalink | inviato da mister-no il 29/3/2013 alle 9:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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