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I capponi di Renzo

La triste vicenda di Sarah Scalzi e lo scambio di accuse tra lo zio Michele e la figlia Sabrina fa venir in mente le beccate degli sventurati capponi di Renzo. Il grande scrittore così descriveva lo stato di quelle bestie: “Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’ingiù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavano a tumulto, per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l'alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”.

L’insegnamento del Manzoni era questo: nella sventura, accade anche fra gli uomini che si fanno del male l’uno a l’altro.

Pubblicato il 29/10/2010 alle 14.27 nella rubrica Diario.

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